Un’azienda svedese impianta chip sottocutanei ai propri dipendenti!

Il connubio tra corpo umano e macchine è qualcosa che sta diventando sempre più stretto in questi ultimi anni. Già i nostri smartphone e i dispositivi indossabili riescono in ogni momento a controllare la nostra posizione, ma ci sono tranquillamente delle persone che vivono con dei piccoli robot all’interno (pensiamo ai pacemaker per il cuore); non solo, se volgiamo la testa verso il basso vediamo che i nostri amici a quattro zampe, i cani soprattutto, vivono per tutta la vita con un chip elettronico all’interno del collo, utile per la loro identificazione; gli indizi, insomma, ci sono tutti del fatto che prima o poi una cosa del genere succederà anche a noi esseri umani.

E infatti, mentre i chip sottocutanei per l’uomo sono pronti da tempo, la prima ad usarli su larga scala (nemmeno troppo, tra l’altro) è un’azienda svedese che ha pensato di metterli direttamente nel corpo dei propri dipendenti, precisamente nel pollice. Chiariamo subito che l’applicazione è completamente volontaria, per cui i dipendenti che non vogliono una cosa del genere possono tranquillamente rifiutare l’offerta, mentre per quelli che decidono di metterlo sembra che la vita aziendale abbia effettivi miglioramenti.

Gli effetti dei chip sono simili a quelli che oggi troviamo nei cani, ovvero il fatto di poter essere riconosciuti da alcune specifiche macchine; non servono per il riconoscimento, ma sostanzialmente sostituiscono i vari badge (sia quello per l’ingresso e per l’uscita dal lavoro, sia quelli per aprire alcune porte degli uffici e delle stanze, evitando così la necessità delle chiavi). La semplificazione, secondo i dipendenti che lo hanno, sarebbe quella di evitare di avere troppi oggetti all’interno della tasca, per cui si possono in questo modo evitare sia le chiavi che le carte da tenere nel portafoglio.

Naturalmente, questa è solo l’applicazione che è stata fornita da questa azienda, ma la possibilità di interagire con le macchine per l’identificazione apre nuove strade, per esempio il fatto di poter interagire con sistemi diversi e (ad esempio) pagare semplicemente avvicinando la mano alla cassa (cosa che oggi succede, ma con il cellulare), oppure essere riconosciuti all’ospedale, nelle farmacie, in università, negli uffici pubblici e via dicendo; le applicazioni di questa tecnologia sono tante, e tra l’altro non diverse da quelle che oggi sono contentite dai cellulari.

Naturalmente, non tutti sono d’accordo con questa tecnologia: tra i dipendenti dell’azienda svedese, per esempio, c’è chi teme che l’installazione dei chip potrebbe dare all’azienda troppe informazioni sui dipendenti, ad esempio sui loro movimenti (anche se non c’è un GPS, è possibile per l’azienda sapere quali macchine hanno identificato il chip e a che ora, per cui di fatto è possibile seguire gli spostamenti in azienda del dipendente); potrebbero anche essere carpite altre informazioni personali, ad esempio quelle sulla salute, e questo darebbe troppo controllo sulla persona: per qualcuno, insomma, non è ancora giunta l’ora dell’impianto dei chip sottocutanei.

FONTE: Un’azienda svedese impianta chip sottocutanei ai propri dipendenti!