Scopriamo il Vantablack, il nero più intenso che esista

Quella che potete vedere qui sotto non è un’immagine censurata con un programma di ritocco fotografico, ma una vera e propria fotografia che ci mostra il Vantablack, il materiale al momento disponibile in tutto il mondo, inventato da un’azienda inglese, che può essere definito il materiale più scuro del mondo. Insomma, il nero più nero che esista. È infatti in grado di assorbire ben il 99,8% della luce che gli arriva, un po’ come succede (molto in miniatura, ovviamente) con un buco nero, e questo ha una serie di applicazioni davvero interessanti in molti ambiti.

Per prima cosa, il colore, che è formato da ina serie di microtubili di carbonio, che è nero, è complicato da produrre ma non assorbe solamente la luce visibile: assorbe infatti anche l’infrarosso e l’ultravioletto, motivo per cui se lo guardassimo con gli occhiali infrarossi (che mostrano, di notte, come colorate cose che ai nostri occhi sono nere) lo vedremmo nero comunque. Se ci puntiamo un laser sopra, non vediamo il “pallino rosso” perché la luce non si riflette sopra, per cui non rimbalza e non arriva ai nostri occhi. La fotocamera, se lo fotografa, mostra nero perché da quel punto non arriva assolutamente alcuna luce.

Il primo utilizzo di questo colore è stato quello di poter verniciare gli aerei invisibili ai radar; utilizzando questi meccanismi proprio la luce infrarossa per vedere dove sono gli aerei, in questo punto vedrebbero del buio, insomma la luce non rimbalzerebbe e non tornerebbe indietro al radar per dire “lì c’è un aereo”; in altre parole, l’aereo è del tutto invisibile ai macchinari, anche militari, utilizzati.

Nonostante le richieste per poter dipingere le auto con questo colore, queste non sono state accolte perché i costi sarebbero per prima cosa esorbitanti, e come seconda cosa il colore non è particolarmente resistente e tenderebbe a rovinarsi. Ma le applicazioni su campo pratico sono comunque incredibili, come si può vedere dall’immagine successiva: il Vantablack inganna il cervello, perché fa credere che una cosa tridimensionale, come il volto a sinistra, sia bidimensionale, come quello a destra (in realtà sono copie dello stesso oggetto).

Un nero così assorbente, infatti, toglie qualsiasi lineamento dell’oggetto che si guarda e in questo modo il cervello pensa di fuardare qualcosa di bidimensionale, mentre in realtà si tratta di una statuetta. Questo effetto non si vede tanto dalle foto (se pensiamo ad una censura, non ci da fastidio) ma quando ci si trova al cospetto di un oggetto l’effetto da davvero fastidio, perché è come se la banda nera della suddetta censura ci seguisse da qualunque parte ci muoviamo, della stanza, e il cervello non riesce a capire un tale mescolamento tra il bidimensionale e il tridimensionale: gli scopi di una tecnologia del genere sono tantissimi, e bisogna solo aspettare per vedere che cosa riserva il futuro.

FONTE: Scopriamo il Vantablack, il nero più intenso che esista