Guspini, “Casa a Corte” : Dopo gli incendi, che fare? E’ il momento della Partecipazione

Guspini, “Casa a Corte” : Dopo gli incendi, che fare? E’ il momento della Partecipazione
Sa Defenza
Sono ancora vivide nei nostri occhi le immagini dello scempio ambientale degli incendi estivi.
Incendi che hanno devastato migliaia di ettari di boschi di quercete da sughero , lecceti, ginepri plurisecolari, pinete e macchia mediterranea con milioni di poveri animali arsi vivi; i telegiornali ci hanno mostrato immagini terrificanti di questi sciagurati incendi, anche centinaia di case, a rischio, sono state lambite dalle fiamme di questi immensi incendi e molte persone hanno rischiato d’essere arse vive in questi disgraziati eventi, fortuna ha voluto non ci fosse alcuna vittima umana.
La sala dell’evento a Guspini de la “Casa a Corte”

È un problema enorme quello degli incendi, che ogni estate ripropone e ci troviamo a dover affrontare, questi incendi appiccati da menti criminali, quali interessi seguono? E dopo gli incendi , che cosa possiamo fare?
A Guspini si è tenuto un evento organizzato dall’associazione “L’uomo che pianta alberi” e da “Scirarindi” , proprio su queste problematiche , la presidente dell’associazione Anna Cadoni ci ha rilasciato un’intervista spiegando quale sia il ruolo dell’associazione da le rappresentata, dedita alla cultura del reintegro ambientale con la produzione di tante palline di argilla contenenti le sementi di piante, di ghiande e della macchia mediterranea, e dopo un periodo dall’intervento di spegnimento di questi roghi , si accingono a disseminare questi luoghi divenuti pressoché spettrali con queste palline di argilla , inoltre eseguono un lavoro di piantumazione e finora hanno impiantate oltre seimila piantine di ogni genere , in questi luoghi lunari, per riavviare la ripresa e difesa del territorio con questa nuova vita.

https://www.youtube.com/watch?v=Yr1ox_jbKu0

La moderatrice dell’evento di Guspini, presso la struttura ” Casa a Corte “, Giovannella Dall’Ara de l’associazione Scirarindi presenta il tema “Dopo gli incendi, che fare? E’ il momento della Partecipazione” e dopo avere enumerato gli incendi boschivi in Sardinya , ha detto che in Italia compresa la nostra terra, quest’anno ha visto la distruzione di ben 130mila ettari boschivi che sono andati in fumo, con spese di spegnimento con i Canadair enormi, ma esiste la possibilità per prevenire e bloccare sul nascere questi devastanti incendi? Abbiamo esempi di tecniche di prevenzione antincendio tali da ridurre drasticamente queste situazioni che si ripropongono ogni anno estivo?

https://www.youtube.com/watch?v=s3E5Spq1Yxc

Il tema che si va ad affrontare è complesso, si chiede l’intervento di un tecnico , presente , esperto e preparato in sistemi di monitoraggio ambientale e prevenzione di incendi boschivi, Giorgio Pelosio,
il tecnico ci mostra dei filmati su incendi mostrandoci l’evoluzione d’esso e inizia l’analisi con un sistema previsionale degli incendi, capire cosa determina la velocità di propagazione, sappiamo dipende dai venti , e sono quelli più devastanti, perciò lo scopo di evitare questi incendi di immani proporzioni si devono attuare delle tecniche di dissuasione e di controllo territoriale per impedire che questi avvengano; sappiamo che il vento ne determina la velocità e la conseguente estensione degli incendi che tramite le bolle di gas incandescente formate dalla stessa vegetazione ne aumentano la velocità di propagazione che sommata al co-fattore vento diviene immediatamente più devastante.

Il primo livello di prevenzione sono l’individuazione dei possibili inneschi, messi dai piromani, seconda fase arrivare prima che parta il fuoco, e come possiamo fare per capire e prevenire questi fatti ? Lo studio del territorio con la conoscenza del fattore vento e alla base alla struttura territoriale si può comprendere dove possono appiccati i fuochi… come si diceva un elemento importante è innanzitutto il vento , dove agisce il piromane , ovviamente dove inizia la vegetazione , e vicino alla strada, e sopratutto predilige i canaloni, nel caso di territorio montuoso , perché in questi luoghi vi è l’accelerazione delle masse d’aria e dei venti; dobbiamo anche sapere quali sono i giorni di maggior rischio incendi e ovviamente per primo sappiamo sono i giorni estivi, poi in base ad un’attenta analisi dei fattori determinanti le cause sappiamo che questi giorni si riducono a circa 30 all’anno, perciò più più facilmente controllabili, inoltre di conseguenza a questi approfonditi studi del territorio sappiamo dove possono essere appiccati gli incendi e quando, con un coordinamento delle varie forze in campo del personale forestale , dei carabinieri , i volontari dell’antincendio locale, possiamo prevenire queste determinate situazioni, divengono un forte deterrente per scoraggiare dall’azione questi criminali.

https://www.youtube.com/watch?v=JHyLj7UuF_U

Ci sono anche strumentazioni tecniche che ci vengono in soccorso , che sono state usate dalla metà degli anni ’80, che tramite torrette dislocate nel territorio munite di varie attrezzature tecniche come telecamere e altre strumenti agli infrarossi , individuano immediatamente l’accensione di incendi a distanze di ben 20km di raggio, sappiamo che questi strumenti hanno funzionato egregiamente per molti anni , poi negli anni 2004 sono stati messi in disuso , puntando la repressione degli incendi non più sulla prevenzione , ma sullo spegnimento con varie tecniche che si sono dimostrate inefficaci e dispendiose.

Chi si cela dietro questo cambiamento di paradigma possiamo solo immaginarlo in quanto non sappiamo con precisione chi lo abbia ordinato , ma sicuramente è appartenente alla classe politica dentro la RAS che gestisce i fondi pubblici, che ha modificato lo status dell’intervento antincendio da preventivo al tipo di intervento diretto per spegnimento, favorendo poi di fatto le multinazionali dello spegnimento con aerei Canadair privati.

https://www.youtube.com/watch?v=gxo4Z68pbVA

La conclusione dell’evento , e la spiegazione dell’intervento dell’associazione volontaria per la diffusione della piantumazione con metodo artigianale , ma molto efficace com’è stato spiegato molto bene dall’associazione presieduta da Anna Cadoni , che potete vedere e ascoltare nel video sopra.

Si può fare qualcosa? Certamente possiamo fare molto e con poco sforzo , impastare l’argilla mettervi dentro delle sementi e fare delle palline da gettare nella terra devastata e distribuirle nel territorio lasciando a madre natura che faccia il suo corso con le piogge gravide di vitalità che faranno risvegliare queste sementi in ogni luogo, ma perché si possa riprendere meglio da questi scempi criminali, è necessaria la prevenzione , spendere denari nel lavoro umano della prevenzione è sicuramente migliore e meno dispendioso dell’uso a posteriori dei Canadair.

Possiamo fare molto perché un mondo migliore sia alla portata di mano , dipende molto anche dalle nostre azioni quotidiane , nel rispetto della natura e nel denunciare chi abusa del territorio violentandolo con tecniche ed esche che provocano incendio. La miglior prevenzione la fai tu caro amico e amica che ami il tuo territorio , osservandone i movimenti e con la tua prontezza di riflessi nel riportare eventi dolosi, con fatti e possibili personaggi, aiuti la giustizia nel compiere il suo dovere e dai respiro alla nostra terra perché si fermi l’insipiente criminale, e attui la giusta prevenzione.

FONTE: Guspini, “Casa a Corte” : Dopo gli incendi, che fare? E’ il momento della Partecipazione