Come si può sopravvivere subito dopo un attacco nucleare?

Anche se le possibilità di un attacco nucleare sono, ad oggi, piuttosto remote, sono molti i paesi che dichiaratamente stanno lavorando, oppure hanno in stoccaggio, armi nucleari, e alcuni di questi, come la Corea del Nord, costituiscono una minaccia. Nella storia le armi nucleari sono state utilizzate poche volte, ma quelle volte sono state assolutamente devastanti; molte persone, infatti, non saprebbero come sopravvivere ad un attacco nucleare (se non sono proprio nel raggio d’azione della bomba, naturalmente, perché in questo caso sarebbe proprio impossibile sopravvivere a causa dell’esplosione). Ecco quindi una raccolta di consigli su come dovremmo comportarci in una situazione del genere.

Posto, quindi, che tutti coloro che si trovano a meno di due chilometri dall’esplosione non avrebbero scampo, soprattutto a causa delle esplosioni dei vetri e dei crolli (anche se non direttamente della bomba, gli altri hanno 10-15 minuti per mettersi al riparo dalle radiazioni liberate durante l’esplosione. Infatti, in questi casi non bisogna rimanere per strada perché le particelle radioattive, che sono solide, sono in aria ma cadranno al suolo e verranno respirate e ingerite da chi rimane. Bisogna quindi mettersi al riparo dalla “pioggia nucleare” in corso, chiudendo porte e finestre e preferendo gli scantinati.

Non bisogna poi scappare in automobile: le onde gamma delle radiazioni riescono a passare lamiere e vetri, e solo i mattoni riescono effettivamente a fermarle, per cui come abbiamo detto prima i sotterranei sono da preferire. meglio se di una casa vecchia, piuttosto che di una nuova, perché venivano utilizzati più mattoni e i muri erano molto più spessi, per cui più sicuri.

Sarà egoista, inoltre, ma non si possono aiutare gli altri. Infatti, qualcuno che rimane ferito o schiacciato nel corso dell’esplosione è destinato alla fine peggiore, perché sicuramente è stato vittima delle radiazioni e anche se non morirà subito lo farà nel giro di pochi mesi perché sarà invaso dai tumori. Aiutarlo significa esporci maggiormente anche noi, senza possibilità di salvarlo concretamente, a meno che siamo nei primi quindici minuti dalle esplosioni. Bisogna, invece, spogliarsi completamente e se possibile tagliarci i capelli, e lasciare tutto fuori entrando al riparo nudi: questo serve a toglierci di dosso tutto il materiale radioattivo che avevamo in capelli e vestiti.

Chiusi, quindi, nel posto sicuro, non c’è da far altro che aspettare. Bisogna aspettare almeno per 24 ore, perché l’80% delle radiazioni si scarica in questo periodo, e se si riesce ad aspettare 2-3 giorni l’ambiente sarà abbastanza sicuro da poter uscire e, ovviamente, andarsene. Più in fretta possibile, senza tornare a prendere le proprie cose, perché il livello radioattivo rimane comunque alto e quindi è importante non permanere troppo nel posto in cui è avvenuta l’esplosione: in questo modo, infatti, abbiamo la possibilità di scongiurare il pericolo nel modo migliore possibile.

FONTE: Come si può sopravvivere subito dopo un attacco nucleare?