Arrivano i computer che sono in grado di programmarsi da soli!

In molti film fantascientifici, il tema principale era la ribellione delle macchine. La trama di questi film, spesso simili e che si concludevano con una guerra, era quella in cui l’uomo aveva creato macchine così intelligenti che diventavano in grado di creare altre macchine, fino a quando le macchine non iniziavano a ribellarsi all’uomo, loro stesso creatore. Una prospettiva fantascientifica plausibile, e anche se è difficile che si verifichi perché l’uomo, avendo creato lui la macchina, la programmerà fin dall’inizio in modo che non possa fare una cosa del genere, in realtà alcuni ricercatori hanno fatto un passo avanti verso questo ipotetico futuro.

Infatti, sono stati inventati dei computer che sono in grado di programmarsi da soli. Per adesso lo fanno solamente in condizioni controllate, nulla di troppo grande, ma che un computer riesca a creare degli ordini, e non solo ad eseguirli, è qualcosa che fino a qualche anno fa non potevamo nemmeno immaginare; in pratica il computer è in grado, a tutti gli effetti, di programmare un altro computer, per cui una macchina può letteralmente dare vita a una nuova macchina, senza l’aiuto dell’uomo.

Il progetto rientra nell’ambito di ricerca per uno scopo più grande, ovvero fare in modo che le macchine riescano a sostituire, almeno per il lavoro più scomodo e fastidioso, l’uomo anche nel mondo della programmazione. Lo scopo è quello di permettere all’uomo e alle macchine di lavorare fianco a fianco, così che ogni volta che si crea un nuovo programma non ci sia bisogno di riscrivere da zero quello che già esiste, ma che possa pensare il computer a ricreare qualcosa di simile, evitando questo lavoro alla persona.

Il modo in cui è stato insegnato ai computer a programmare è quello della similitudine, ovvero sfruttare programmi già esistenti per crearne di nuovi. Un po’ come i motori di ricerca imparano a conoscere le nostre abitudini da tutte le informazioni che hanno su di noi: un computer riesce ad analizzare tantissimi programmi diversi in pochissimo tempo, e farsi uno “schema mentale”. Così, quando il programmatore chiede che cosa vuole, il computer sarà in grado di replicarlo, proponendo parte del codice di programmazione che l’uomo potrà accettare o meno, continuando a programmare a mano.

Ma il computer imparerà anche dal programmatore stesso: in base all’accettare o rifiutare i consigli dati, il computer capisce precisamente che cosa vuole il programmatore, e in questo modo migliora costantemente i propri consigli, fino a rispondere al meglio alle esigenze del programmatore stesso: una cosa inimmaginabile fino a qualche anno fa, ma che probabilmente sarà in grado di spingere la programmazione oltre i limiti conosciuti oggi, potendo arrivare ad avere intelligenze artificiali molto più complesse di quelle che siamo abituati a vedere ogni giorno.

FONTE: Arrivano i computer che sono in grado di programmarsi da soli!