Alla ricerca degli “alberi luminosi”, che potrebbero illuminare le strade al posto dei lampioni!

L’ingegneria genetica è stata in grado di fornirci, nel corso degli anni, cose che non avremmo potuto nemmeno immaginare pochi anni prima. L’idea di impiantare specifici geni, che sono porzioni di DNA, all’interno di organismi diversi potrebbe dare delle caratteristiche aggiuntive, ad esempio la resistenza a varie temperature o a particolari farmaci (è il caso del mais OGM, resistente ai pesticidi). Ma l’ingegneria genetica può risolvere anche problemi ambientali molto importanti, e uno è quello delle fonti di luce quando la luce naturale non c’è, ovvero durante la notte; alcuni ricercatori stanno cercando di trovare una soluzione.

Alcune meduse, di diverse specie, hanno infatti la capacità di essere bioluminescenti, ovvero di poter sfruttare l’energia che immagazzinano con l’alimentazione per emettere delle luci. Queste capacità sono date da particolari strutture, che in realtà sono presenti nel plancton che nelle meduse viene semplicemente concentrato; sono i cloroplasti, organi presenti in tutte le piante perché permettono di fare la fotosintesi clorofilliana, ma che normalmente non sono luminose; in alcune alghe unicellulari, invece, lo sono, e così le meduse che se ne cibano diventano fosforescenti.

Essendo però la struttura comunque di origine vegetale, i ricercatori hanno provato a chiedersi se fosse possibile, individuando il gene della stessa (tra l’altro i cloroplasti hanno un DNA a sé stante, che non è quello della cellula vegetale, per cui la ricerca del gene avviene probabilmente all’interno del cloroplasto), impiantarlo in altri organismi vegetali, cioè negli alberi, in modo tale da poter riprodurre questa specifica caratteristica e, in questo modo, arrivare ad avere non delle alghe ma delle piante ben strutturate che siano bioluminescenti, che producano luce propria.

L’idea sarebbe quella di utilizzare questi particolari alberi ai lati delle strade, il che permetterebbe di illuminare le strade senza l’uso di luci artificiali, con tutti i costi che le luci comportano (non solo energia elettrica, ma anche manutenzione). Se l’esperimento avesse successo, infatti, sarebbe possibile piantare questi alberi e, nel giro di pochi anni, togliere i lampioni, con un risparmio considerevole sia dal punto di vista economico che, naturalmente, da quello ambientale.

Nel complesso, l’idea è molto interessante, anche se ci sono degli ostacoli non indifferenti: un esempio è il fatto che la pianta potrebbe non riuscire a svilupparsi con questo nuovo gene. E comunque, anche se l’esperimento riuscisse e avesse successo non è detto che le piante riescano a produrre abbastanza luce da illuminare le strade. Tra l’altro, degli organismi che luminosi lo sono, e naturalmente, esistono, e sono dei funghi che crescono in Giappone; sono conosciuti e si organizzano delle spedizioni per andarli a cercare, anche se la loro fragilità e la crescita costante del turismo rischia di farli scomparire prematuramente.

FONTE: Alla ricerca degli “alberi luminosi”, che potrebbero illuminare le strade al posto dei lampioni!